



Probabilmente ti sarà stato prospettato un percorso di cure che potrebbe richiedere l’assunzione di terapie a casa per un tempo anche abbastanza lungo. Questo non deve scoraggiarti, né demotivarti!
Ebbene sì! Seguire le indicazioni del tuo medico correttamente è una condizione necessaria affinché la terapia oncologica possa dare il massimo beneficio e avere il suo effetto terapeutico.
Sappiamo che questo non è sempre facile, che talvolta gli effetti collaterali, la stanchezza, lo scoraggiamento, potrebbero indurti a pensare di voler interrompere la terapia prima del tempo o a prenderne una dose ridotta o a saltare un’assunzione.
Seguire una corretta e sana alimentazione costituisce non soltanto uno dei migliori modi per prevenire l’insorgenza di molti tipi di tumore, ma è anche una delle più efficaci strategie per migliorare la tua qualità di vita e ottimizzare l’efficacia delle terapie oncologiche. Ecco una serie di raccomandazioni per una corretta alimentazione.
Passiamo ora a movimentare la tua giornata!
Lo sapevi che il regolare esercizio fisico può impattare positivamente sulla qualità di vita in donne che, come te, hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno?
Praticare regolarmente esercizio fisico può aiutarti a:
Le buone abitudini partono dalla consapevolezza, pertanto vogliamo che tu conosca i motivi che sono alla base di queste raccomandazioni.Seguire una dieta sana e bilanciata volta a prevenire l’obesità e le disfunzioni metaboliche può aiutarti a:
Considerando che, con le cure disponibili, la maggior parte delle donne con diagnosi di tumore al seno guarisce in modo definitivo, adottare stili di vita sani aumenta globalmente le tue possibilità di vivere più a lungo e in salute.
Le terapie che assumi potrebbero farti sperimentare dei disturbi del sonno. I più comuni sono:
L’insonnia può manifestarsi con la difficoltà ad addormentarsi, a dormire in modo continuativo o a dormire a sufficienza. I disturbi del ciclo sonno-veglia sono caratterizzati dall’impossibilità di addormentarsi e/o svegliarsi al momento giusto. Questo potrebbe portarti a soffrire di sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione e soffrire con più facilità di depressione o irritabilità.
è importante riconoscere i primi campanelli d’allarme e rivolgerti al tuo medico, che saprà come aiutarti.
Lo sapevi che il trattamento dei disturbi del sonno prevede diversi approcci senza necessariamente dover ricorrere a farmaci? Ad esempio la terapia cognitivo comportamentale, che mira a una rieducazione dello stile di vita e delle abitudini del sonno, lo yoga e l’agopuntura. Chiedi al tuo medico curante!
La nausea si presenta con sintomatologie variabili:
Il vomito è un atto riflesso che comporta la fuoriuscita del contenuto dello stomaco attraverso la bocca.
Cosa posso fare?
La diarrea è un disturbo gastrointestinale caratterizzato da una aumentata quantità e/o frequenza delle evacuazioni delle feci, che si presentano meno formate e/o liquide.
Come mi accorgo di avere diarrea?
Ti accorgi di avere diarrea quando si verificano 2 o più emissioni di feci nell’arco di 4 ore consecutive. Potresti anche avere crampi e/o gonfiore addominale concomitanti.
Cosa posso fare subito in caso di diarrea?
In corso di terapie oncologiche è di fondamentale importanza monitorare la consistenza delle feci e la frequenza delle evacuazioni e, ai primi segni di diarrea, assumere farmaci antidiarroici (più comunemente la loperamide) in accordo con il tuo medico. Loperamide 2 mg: 2 compresse dopo la prima scarica diarroica. Loperamide: ulteriori 2 mg (una compressa) dopo ogni ulteriore evacuazione, e comunque non prima di un’ora dalla precedente assunzione, e in ogni caso non oltre un numero massimo di 8 compresse da 2 mg al giorno.
Durante i giorni in cui si hanno scariche di diarrea, è raccomandabile:
Assumere una quantità adeguata di liquidi, almeno 2 litri di acqua al giorno, ma anche quantità significativamente maggiori in caso di diarrea di grado severo o perdurante da più giorni, oppure in caso di altre possibili cause di disidratazione, come temperature elevate e alta sudorazione. Reintegrare sali minerali (ad es. integratori a base di potassio e magnesio) in caso di diarrea di grado severo e/o che dura da più giorni. Ridurre significativamente o evitare (in caso di diarrea severa) l’introito di cibi o bevande a elevato contenuto di fibre vegetali, come ad esempio legumi, cereali integrali, verdure a foglia larga, frutta secca e semi vegetali. Allo stesso modo, andrebbero limitati o evitati cibi e bevande in grado di causare infiammazione dell’intestino o di accelerarne la motilità, come cibi contenenti lattosio, caffè e tè, cibi fritti o speziati, alcool, gomme, caramelle o bevande contenenti zuccheri semplici o zuccheri non digeribili (“senza zucchero”).
Quando devo contattare il mio medico?
Se il numero di evacuazioni è superiore a 4 per più di 24 ore, o se il numero di evacuazioni è superiore a 7 in un solo giorno (diarrea di grado severo), nonostante l’assunzione di farmaci antidiarroici, contatta immediatamente il tuo medico, che saprà come aiutarti!
Che cos’è la fatigue?
La fatigue (termine inglese che significa stanchezza, astenia) racchiude l’insieme di una sintomatologia percepita dal paziente, debilitante e limitante nelle attività quotidiane.
È particolarmente frequente, spesso non attenzionata in corso di terapia, nonostante in più della metà dei casi comporti una notevole limitazione delle abitudini lavorative, fisiche e sociali.
La fatigue può essere:
. Acuta: l’organismo riesce a recuperare le forze con un adeguato periodo di riposo e/o reintegrando le energie consumate.
. Cronica: l’organismo non riesce a recuperare le forze né con il riposo né con terapie di supporto.
L’oncologo curante valuterà se provi stanchezza, e quanta. Talvolta però può capitare che si dimentichi di domandarlo, soprattutto se la priorità in quel momento è la gestione di altri effeti collaterali acuti, il controllo del dolore o il passaggio ad una nuova terapia.
Non esitare ad affrontare il discorso sulla fatigue.
Va fatto presente se si ha l’impressione che i disturbi vengano in qualche modo sottovalutati o se non regrediscono dopo aver preso le dovute accortezze e aver fatto i necessari approfondimenti clinico-strumentali.
È importante capire di soffrire di fatigue, e riconoscere che questa è un sintomo legato alla situazione oncologica e che può essere trattata così come tutti gli altri sintomi.
Cosa sono le manifestazioni cutanee?
I trattamenti oncologici possono danneggiare la cute, rendendola più sottile, fragile e irritata, priva della naturale barriera protettiva. Questo avviene poiché l’epidermide è un tessuto a rapida riproduzione, ma le cure oncologiche rallentano la sua capacità rigenerativa.
Fra le manifestazioni cutanee che i farmaci oncologici possono causare ci sono:
Cosa posso fare?
Prepara la pelle ad affrontare le terapie nella migliore condizione possibile!
Prima di iniziare un trattamento oncologico, è bene curare e risolvere le eventuali problematiche cutanee già presenti.
Nel corso del trattamento, invece, è importante fare attenzione alla detersione quotidiana: per salvaguardare la naturale barriera cutanea, utilizzare detergenti delicati e poco schiumogeni (come le emulsioni acqua/olio) privi di alcol e profumo, senza parabeni né tensioattivi aggressivi o metalli pesanti.
Evita l’esposizione al sole e usa creme anti-solari con fattore di protezione elevato (SPF 50). Preferisci l’uso di abiti non aderenti, in tessuti naturali come cotone, lino o seta e utilizza creme idratanti e lenitive di qualità.
Quando contattare il medico?
Se riconosci cambiamenti sulla tua cute (ad esempio la comparsa di bolle, rash maculo-papulare, pustole, prurito o ulcerazioni) rivolgiti al tuo medico che potrà prescriverti una terapia mirata ed eventualmente sospendere temporaneamente o modificare il trattamento oncologico attivo che stai assumendo.
Vogliamo che tu sappia che circa una paziente su tre in corso di terapia ormonale sviluppa alterazioni dell’umore, e fino a due pazienti guarite su tre soffrono di sintomi depressivi.
L’influenza che la malattia oncologica esercita sulla sfera emotiva rende i sintomi non necessariamente associati alla terapia, e questa parziale “sovrapposizione” può rendere più difficile la gestione.
Come riconosco di soffrire di alterazione dell’umore?
Potresti ritrovarti a provare:
Cosa posso fare?
Se manifesti qualcuno di questi sintomi, parlane con il tuo medico in modo che possa indirizzarti a uno psicologo con esperienza nella gestione di problemi emotivi nelle donne con tumore della mammella in terapia ormonale. Potrebbe anche aiutarti a entrare in un gruppo di sostegno che lavora per garantire cure tempestive e informazioni adeguate.La ricerca scientifica ha dimostrato inoltre come sia l’attività fisica che alcune pratiche meditative (quali mindfulness e yoga) siano di grande utilità per affrontare disturbi di ansia e depressione. In alcuni casi, l’agopuntura e altre tecniche di rilassamento possono dare un ulteriore beneficio nella gestione della problematica.

Per darti indicazioni semplici e pratiche, con l’obiettivo di aiutarti a conoscere e gestire al meglio alcuni effetti collaterali comuni e a prenderti cura del tuo corpo.
DOWNLOADApprofondire è sempre una buona scelta. Se hai dubbi o vuoi saperne di più, confrontati con il tuo medico: solo lui può offrirti indicazioni sicure e personalizzate.

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